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Il Centro di Studi e Promozione Culturale "Alessandro Milano" |
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prossimi appuntamenti Morgex MILANO ______________________ Repliche
effettuate 30 luglio - 22 agosto 2003 Scuola di Dolonne
(Courmayeur) Giovedì 9 ottobre 2003 Auditorium Elementari
di Courmayeur Sabato 11 ottobre 2003
Biblioteca di La Thuile Giovedì 30 ottobre 2003
Institit Agricole Aosta Martedì 11 novembre 2003 Magistrali Aosta
Lunedì 17 novembre 2003 Gervasone Chatillon
Venerdì 21 novembre 2003 Cirè-Robassomero (TORINO) |
propone la serata
"Solo Acqua"
organizzata per ricordare il
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40° anniversario dellaTragedia del Vajont
La serata è una realizzazione del gruppo teatrale "Aulici Conversari" prodotta nell’ambito delle iniziative della Scuola di Dolonne per il 2003 - Anno Internazionale dell’Acqua Dolce, che si è deciso di riproporre in occasione del 40° anniversario della Tragedia del Vajont (9 ottobre 1963), nella convinzione che vicende come questa non riguardino solo coloro che le hanno vissute e subite, ma debbano essere sentite come proprie da tutti, come popolo, come comunità alpina, come comunità umana: e allora indagarle, conoscerle, ricordarle, celebrarle significa lavorare perché non si ripetano più, sotto nessun aspetto e da nessuna parte. (continua >>)
sono proposte rielaborazioni originali curate dai gruppi di lavoro del Centro ed ispirate da:
documenti UNESCO e Green Cross International
"Michele Lu Lanzone" di Franca Rame e Dario Fo
"Il racconto del Vajont" di Marco Paolini
Perché celebrare in Valle d’Aosta il 40° anniversario della Tragedia del Vajont?
Cosa c’entriamo NOI con la Tragedia del Vajont?
NOI crediamo che la tragedia del Vajont sia una storia che ci appartiene, o meglio che ci "deve" appartenere.
Una vicenda con cui forse non c’entriamo niente, ma che dobbiamo avere il coraggio di fare entrare nella nostra memoria e nella nostra coscienza.
Per questo abbiamo voluto organizzare questa serata.
E quella del Vajont è una storia di montagna … di montagna violata
Perché soltanto un anno fa tutti NOI, chi più chi meno, abbiamo parlato e sentito parlare, lavorato e visto lavorare per il 2002 – Anno internazionale della montagna.
Soprattutto NOI, a Courmayeur e in Valle d’Aosta, paese, regione, comunità di montagna.
Perché tra giugno e settembre di quest’anno, tutti NOI
siamo stati "testimoni" dell’estate più calda del secolo, e siamo
stati messi di fronte a cosa può voler dire "emergenza idrica",
"emergenza energetica".
Siamo stati "sensibilizzati" sulle esigenze che queste
"emergenze" comportano e soprattutto sulla fondamentale importanza
delle risorse d’acqua dei territori di montagna.
Perché il 2003 è l’Anno internazionale dell’Acqua
dolce, e tutti NOI dovremmo ormai aver capito che è fondamentale impegnarsi
per una "gestione sostenibile", equa, "giusta", della poca
acqua dolce disponibile sul pianeta
Ecco i perché di questa serata. Ecco perché la tragedia del Vajont ci riguarda.
Perché vicende, tragedie come queste, hanno in se’ qualcosa di Universale che non tocca solo coloro che le hanno vissute e subite, ma che appartiene a tutti, come popolo, come comunità alpina, come comunità umana.
E allora indagarle, conoscerle, ricordarle,…celebrarle…significa lavorare perché non si ripetano più…sotto nessun aspetto, da nessuna parte.
Per il Centro di Studi Alessandro Milano
Il Direttore Il Presidente
Luisa Aureli Bergomi Eligio Milano
Courmayeur 30 settembre 2003
informazioni sui testi torna all'inizio
Per ulteriori informazioni sul Vajont
Le
radici dei testi proposti nella
serata
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Documenti UNESCO e Green Cross International
Il 2003 è stato dichiarato "Anno internazionale dell'Acqua dolce" ´invitando con ciò - si legge nel documento ufficiale dell'87° Assemblea Generale delle Nazioni Unite - la Comunità delle nazioni a intraprendere le azioni, proseguire e sviluppare programmi e progetti che spingano i diversi soggetti istituzionali e civili della comunità internazionale a prendere in carico il tema della gestione dell’acqua, promuovendo un uso sostenibile di questa risorsa da cui dipende l’essere umano ed in generale la vita animale e vegetale.ª
Un appuntamento che - dice ancora la risoluzione - ´deve essere colto come un’opportunità per accelerare lo sviluppo dei principi di una gestione integrata della risorsa Acqua, nonchè l’occasione per promuovere le attività esistenti e far maturare nuove iniziative a livello internazionale, nazionale e locale.ª
A partire da queste "sollecitazioni" il Centro di Studi Alessandro Milano - chiamato, nell'autunno del 2002 a preparare una introduzione teatrale in occasione dell'incontro di Riccardo Petrella (Presidente del Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale dell'Acqua) con gli studenti delle scuole superiori della Valle d'Aosta organizzato dalla Presidenza del Consiglio Regionale nel mese di ottobre - ha avviato ricerche e percorsi di studio con la finalità primaria di diffondere nel territorio in cui opera proposte, informazioni, riflessioni sul tema dell'ACQUA non tanto e non solo da un punto di vista per cosÏ dire "naturalistico", ma sopratutto come risorsa fondamentale per la vita e la salute di tutti gli esseri umani
L'ambito di lavoro era insomma quello della centralità dell'ACQUA in relazione a valori quali DIRITTO alla VITA, GIUSTIZIA, LIBERTA', secondo un approccio che pone il diritto umano all'acqua come indispensabile per consentire una vita sana nel campo della dignità umana; come condizione preliminare per la realizzazione dei diritti dell'uomo.
Secondo questa chiave, punto di partenza del lavoro è stato lo studio delle attività e delle elaborazioni del Comitato Internazionale per un contratto mondiale per l'acqua (fondato nel 1998 da persone quali Mario Soares ed il già citato Riccardo Petrella) e di Green Cross (organismo Internazionale fondato e condotto da figure quali i premi Nobel Rita Levi Montalcini e Mikhail Gorbaciov), ricerca che, da un lato, è confluita nella pubblicazione di un dossier informativo - contenuto sia nel n. 8 della rivista Intra montes (novembre 2002) che nel sito www.progettointramontes.org - e dall'altro ha spinto il Centro Alessandro Milano a ricercare il coinvolgimento e la collaborazione di altri soggetti operanti nel territorio, per sviluppare il percorso conoscitivo.
In particolare, traendo ispirazione dal progetto Water for peace-Acqua per la pace promosso da Green Cross, il Consiglio di classe della III media di Courmayeur dell'anno scolastico 2202-2003, ha deciso di adottare l'Acqua come tema per un progetto annuale interdisciplinare con finalità prevalenti di educazione ambientale e di educazione alla mondialità.
Il lavoro, impostato sin dall'autunno 2002, ha coinvolto a vari livelli ed in forme molto articolate, praticamente tutti i docenti arrivando a produrre una notevole quantità di materiali e di elaborazioni che si è deciso di far confluire in una iniziativa conclusiva che consentisse di condividere e confrontare con i coetanei della Valle d'Aosta il percorso, le informazioni, le riflessioni maturate in tanti mesi di impegno: e tutto ciò portò alla Giornata dei Popoli organizzata il 29 maggio 2003
Il lavoro è poi proseguito seguendo il filone di Acqua, Uomo e Giustizia, e lungo questa strada si è reincontrata la Tragedia del Vajont che ha spinto in particolare i ragazzi di "Aulici Conversari", gruppo teatrale del Centro, ad elaborare una serata in questa direzione, che tenesse insieme memoria e coscienza.
La produzione è stata presentata due volte nel corso delle Estate 2003 della Scuola di Dolonne nell'ambito delle quali è nata la volontà di proporre una iniziativa in occasione del 40° anniversario della Tragedia del Vajont.
Sono stati realizzati dei testi originali basandosi sui documenti e sui dati pubblicati da Green Cross, in particolare sul tema delle grandi dighe, affiancandoli a brani più precisamente poetico-letterario estrapolati da fonti diversetra le quali anche la rete internet,
Rielaborazione curata dal Centro Studi A. Milano a partire dal monologo "Michele Lu Lanzone" di Franca Rame e Dario Fo in "25 monologhi per una donna" ed in "Mistero Buffo"
E' la storia di un sindacalista siciliano che nel dopoguerra fu ucciso dalla mafia perchè aveva riscoperto una antica vena d'acqua, grazie alla quale una intera zona agricola avrebbe potuto ritornare alla produzione, liberandosi così dal giogo delle miniere controllate da Cosa Nostra, e ritornando ad una vita dignitosa.
Il brano nasce come un monologo in cui la "madre" rinchiusa in un manicomio, racconta la storia del figlio Michele: i gruppi di lavoro del Centro lo hanno rielaborato, trasformandolo in un quadro a più voci in cui, a seconda delle situtazioni si possono presentare in scena da 5 a 20 personaggi.
"Aulici Conversari" lo propose per la prima volta il 22 ottobre del 2002, al Teatre de La Ville di Aosta, come introduzione teatrale in occasione dell'incontro di Riccardo Petrella (Presidente del Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale dell'Acqua) con gli studenti delle scuole superiori della Valle d'Aosta organizzato dalla Presidenza del Consiglio Regionale, portato in scena da un gruppo di ragazzi che andavano dagli 11 ai 22 anni
- "Vajont"
Rielaborazione curata dal Centro Studi A. Milano a partire da "Il racconto del Vajont" di Marco Paolini
A partire dalla lezione della "orazione civica".realizzata dall'artista veneto, si è elaborato un testo di circa 35 minuti in cui si racconta "l'ultimo giorno" della vallata, cercando di evidenziare quegli elementi della tragedia che ne fanno un evento esemplare che contiene in se', purtroppo, tutti i dati che hanno caratterizzato le troppe altre "tragedie" d'acqua che hanno segnato la storia di tanti territori italiani, anche solo negli ultimi anni: Piemonte, Valle d'Aosta, Valtellina, Sarno, Quindici, Genova, la Liguria, ....